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Rifiuti, Rap presenta progetto alla Regione per un centro di raccolta in via Pacinotti

"Il Comune dovrà mettere a punto con la Rap - spiega Putrone - il sistema migliore per l'identificazione degli utenti. Questo perché ad applicare lo sconto sulla Tari sarà proprio il Comune". In attesa del centro comunale di raccolta dovrebbe "alleggerire" la pressione sulla discarica di Bellolampo che, dopo l'apertura anche ai Comuni della provincia, sta a poco a poco riducendo la sua autonomia. Risulta così fondamentale la realizzazione della settima vasca. Alla Regione è ancora in itinere l'iter amministrativo per l'ampliamento della discarica: serve la Via (Valutazione integrata ambientale) e il nulla osta della commissione regionale dei Lavori pubblici, chiamata a valutare la fattibilità tecnica ed economica del progetto.

Si tratta di autorizzazioni preliminari per far scattare la gara d'appalto per i lavori. "Se i tempi burocratici si allungheranno oltre misura - conclude Putrone - ci potrebbero essere dei problemi. Per evitare la saturazione della discarica sarà una corsa contro il tempo".



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Le ragioni della nascita: XIV - XVI secolo

L'idea della realizzazione di una biblioteca pubblica a Venezia prese forma per la prima volta con la permanenza di  Francesco Petrarca  nella città della laguna. Nel 1362 egli decise di donare i suoi libri alla Repubblica perché andassero a formare il primo nucleo di una più ampia raccolta aperta agli studiosi e amanti della cultura.

Nella deliberazione di accettazione della proposta del poeta, il Maggior Consiglio prospettava le spese necessarie per adibire un luogo adatto alla conservazione di libri. Il disegno di Francesco Petrarca non ebbe però seguito.

Nel secolo successivo la donazione del 1468 dell'imponente e preziosa raccolta libraria del cardinale greco  Bessarione , che giungeva a Venezia a partire dal 1469 e veniva ospitata in Palazzo Ducale, governata dal Senato e posta sotto la cura dei  Procuratori di San Marco , diede un reale impulso all'idea della costruzione della biblioteca dello Stato.

Essa prese però corpo concretamente solo sotto il doge Andrea Gritti e il suo progetto di rilancio della città.
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 della Pubblica Libreria, ospitante la collezione di Bessarione con le future acquisizioni e gli  uffici (o ridotti)  dei Procuratori di S. Marco, fu affidata a Jacopo Sansovino che iniziò i lavori nel 1537.
Il completamento dell'opera, dopo la sua morte, avvenuta nel 1570, fu opera di Vincenzo Scamozzi.

Nel 1560 la Libreria di S. Marco, sottoposta alla magistratura dei  Riformatori dello Studio di Padova , era in funzione: l'ampio salone fu corredato di banchi di legno di noce per la lettura a cui erano incatenati i codici e di alcuni armadi per custodire i libri, e impreziosito da un ricco apparato decorativo.

Il Vestibolo fu destinato a sede della Scuola di S. Marco e di riunioni accademiche.

Nel 1596 si inaugurava lo  Statuario Pubblico della Repubblica nel Vestibolo riadattato della Libreria, per accogliere la donazione di statue greche e romane del cardinale Giovanni Grimani, integrata da altri pezzi di Federico Contarini.

La vita della Libreria e quella dello Statuario da allora rimasero intrecciate sino al primo Novecento, quando venne istituito il Museo Archeologico.